L'accordo con il dipartimento di Giustizia prevede anche un "Fondo anti-strumentalizzazione" che fa arrabbiare persino i Repubblicani: «Così verranno rimborsati i rivoltosi di Capitol Hill»

Donald Trump può finalmente dormire sonni tranquilli. Dopo anni di indagini per la sua attività da immobiliarista e star televisiva, l’Internal Revenue Service – il Fisco americano – sarà costretto ad archiviare tutti i procedimenti pendenti a carico dell’inquilino della Casa Bianca. Lo prevede un atto del dipartimento della Giustizia, che di fatto garantisce a Trump piena immunità fiscale. Nessuno, si legge nella nota del dipartimento, potrà più indagare su possibili reati fiscali del presidente Usa, dei suoi familiari e anche «dei suoi trust, imprese e relative sussidiarie o società comunque collegate».

L’atto che concede l’immunità fiscale a Donald Trump nasce come sviluppo di una causa multimiliardaria intentata proprio dal presidente americano contro l’Irs, il fisco americano. Tutto comincia anni fa, quando un contractor del fisco fece arrivare ai giornali le dichiarazioni dei redditi di alcune personalità note, tra cui lo stesso Trump. Il presidente, in tutta risposta, chiese all’Internal Revenue Service – vale a dire a un ramo della sua amministrazione – un risarcimento da 10 miliardi di dollari. Una cifra che difficilmente i suoi avvocati sarebbero riusciti a sostenere in tribunale.