Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha patteggiato con l’Internal Revenue Service (IRS), l’agenzia governativa deputata alla riscossione delle tasse nel paese, ritirando una citazione in giudizio per la cifra record di 10 miliardi di dollari. La cifra era stata richiesta in virtù delle violazioni dell’Internal Revenue Code da parte di un ex dipendente dell’agenzia, che aveva passato la dichiarazione dei redditi di Trump ai giornali. Inoltre, ha ritirato anche altre richieste di risarcimento, tra cui 230 milioni chiesti per le investigazioni sui potenziali legami tra la sua campagna e la Russia durante le presidenziali del 2016. In cambio, ha ottenuto scuse formali e vantaggi che hanno fatto scalpore, definiti dall’economista Paul Krugman “un modo di dare soldi direttamente a lui o a qualsiasi altra persona preferisca”.

Trump ha, infatti, ottenuto la creazione di un fondo di circa 1,8 miliardi di dollari (1,776 per la precisione, un riferimento ai 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza statunitense) per compensare chi ritiene di essere stato ingiustamente bersagliato dall’amministrazione Biden e dai democratici.

Il fondo, dal nome di “Anti-Weaponization Fund”, è stato da subito criticato come un utilizzo privato del Dipartimento di Giustizia per portare avanti l’agenda privata del presidente. Come ha detto il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, “Trump ha citato in giudizio il suo stesso governo e ha ottenuto un fondo di 2 miliardi da elargire ai suoi alleati”.