Altro che 25 aprile, altro che memoria condivisa. Doveva essere un momento di riflessione, è stato trasformato in una ennesima Inquisizione rossa. Venerdì al Teatro Aurora Scandicci è andata in scena la caricatura militante della Liberazione: durante l’assemblea dell’istituto Machiavelli-Capponi sono state proiettate foto, nomi, riferimenti di militanti, attivisti, sezioni politiche della destra fiorentina. Tutto esposto davanti alla platea. Altro che dibattito e confronto sui fatti storici, ma solo una sequenza ben precisa: identificazione, indicazione, messa alla gogna. Una lista. Vera, e nera. Con tanto di indicazioni sulle sedi di Fratelli d’Italia e di Casaggì in città.
Non solo. Sono state mostrate anche le immagini di ragazzi di Azione Studentesca, il movimento giovanile di Fdi attivo nelle scuole superiori. E, tra loro, anche alcuni dei giovani coinvolti nella famigerata rissa del liceo Michelangiolo del febbraio del 2023, quando, provocati e attaccati per un volantinaggio, i militanti di destra vennero alle mani con componenti dei collettivi e adulti dei centri sociali venuti a dare manforte. Dopo quella rissa si scatenò il solito piagnisteo sul pericolo del ritorno del fascismo, con urla in Parlamento e cortei in tutta Italia. Solo che dopo essere stati perseguitati per anni, quei ragazzi sono stati anche prosciolti in tribunale. Appena un paio di giorni prima di finire sul tendone del Teatro Aurora, additati come bersagli, da chi, evidentemente, non considera affatto chiusa quella vicenda.















