«Noi festeggiamo la liberazione da un regime di morte, non solo da una guerra». La frase arriva secca, dal fondo dell’aula magna del liceo D’Azeglio, e viene accolta da un applauso immediato. Davanti agli studenti siedono Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, Gianna Gancia, Nadia Conticelli e Vittoria Nallo, consigliere regionali, in un incontro organizzato dai rappresentanti di istituto sulle madri costituenti, ma il confronto prende presto una direzione precisa: il significato del 25 Aprile oggi.

Il 25 Aprile spiegato dalla Gen Z: cos'è la memoria costruita e perché i giovani scelgono di ricordare

L’assemblea

L’aula è attenta, attraversata dal brusio tipico delle assemblee liceali. Gli studenti si alzano, intervengono senza esitazione, incalzano. «Secondo me in questo dibattito è mancata la tematica esplicita del 25 Aprile: non la chiamerei “festa” ma giornata di memoria» dice una studentessa, chiedendo quale sia oggi il senso di ricordare. Dalle istituzioni arriva una risposta che richiama i valori fondanti. «Quando diciamo antifascista non intendiamo solo contro qualcosa, ma soprattutto per qualcosa», dice Conticelli. Ma i ragazzi insistono sul presente: «Perché ha ancora senso festeggiare il 25 Aprile in una fase attraversata da nuovi preoccupanti nazionalismi? Come può essere un legame con il futuro?». La replica della consigliera Nadia Conticelli sottolinea che «ci siamo liberati da un sistema assolutista» e che «i diritti non vanno mai dati per scontati», ma, per i giovani studenti, il nodo dell’attualizzazione resta sospeso.