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23 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:29

Il 25 aprile è un momento di “riflessione collettiva e di coesione nazionale” e nel ricordo della Resistenza l’Italia ribadisce il suo impegno “in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali“. In un incontro con le Associazioni combattentistiche e d’Arma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella comincia la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo. Mattarella mette in comunicazione la storia di ieri con la cronaca di oggi. Dice: “Libertà e pace non sono elementi e dati acquisito una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza, impegno”. “Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere e trasmesso alle giovani generazioni – aggiunge -. Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinata, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale“. Il presidente prosegue rilevando che “il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria – quale che sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri – insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore: è da questo slancio delle coscienze, spesso maturato attraverso scelte personali difficili e dolorose, che nacque quella straordinaria stagione di impegno civile che rese la guerra di Liberazione decisiva per il destino dell’Italia”.