La distanza non è solo geografica. È politica, quasi identitaria. E il 25 aprile, come ogni anno, diventa il palcoscenico perfetto per misurarla. Nel campo progressista, che sogna di presentarsi unito come alternativa di governo, la realtà racconta altro: “marciare divisi, per colpire uniti”. Sempre che ci riescano.

C’è chi sceglie la piazza e chi il rito istituzionale. I leader di AVS, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, non cambiano copione: un giorno della liberazione “militante”, in corteo con l’ANPI a Milano. Bandiera, slogan, identità. Dall’altra parte, Elly Schlein e Giuseppe Conte cambiano registro. Più istituzionali, più “governativi”. Dal Nazareno lo dicono chiaro: “Non ci risulta” che Schlein sarà al corteo milanese. Una prima volta che pesa. Negli anni scorsi era lì, con fazzoletto rosso e striscione del “partito nazionale della Resistenza”. Stavolta no. La leader dem sceglie Sant'Anna di Stazzema, luogo simbolo della strage nazista del 1944. Corona d’alloro, commemorazione, istituzioni.

DL SICUREZZA, SÌ ALLA CAMERA. E CONTE FA LA PAGLIACCIATA: "VI CONSIGLIO UNA LETTURA"

Disco verde in Aula alla Camera alla fiducia posta dal governo sul Dl Sicurezza. I Sì sono stati 203; 117 i no; t...