Roma, 24 apr. (askanews) – L’altare della Patria, i luoghi della memoria e della lotta partigiana, le tante cerimonie sul territorio, il proprio collegio elettorale o l’agenda ancora libera. In un paese dove la festa della Liberazione dal nazifascismo – 81esima edizione – è tutt’altro che immune da polemiche politiche, sono molto diversi i modi in cui le massime cariche dello Stato e i leader politici rievocano e festeggiano il 25 Aprile.

Di buon mattino c’è l’appuntamento istituzionale: domani, alle 9, all’Altare della Patria a Roma si ritroveranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana per la deposizione di una corona d’alloro al monumento che ricorda i caduti. A quanto si sa al momento l’agenda di Meloni, La Russa – che nei giorni scorsi si è detto pronto a “rifare” quello che faceva da ministro della Difesa, ovvero rendere omaggio ai partigiani e poi ai caduti della Repubblica di Salò – e Fontana si ferma qui. Agenda ancora in corso di definizione anche per il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini, mentre l’altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani sarà prima alle Fosse Ardeatine, dove deporrà una corona al Mausoleo in ricordo delle 355 vittime della strage nazi-fascista, e poi a Ferentino, dove renderà omaggio al monumento ai caduti. Lì una lapide ricorda anche la figura di don Giuseppe Morosini, cappellano militare unitosi alla Resistenza e fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile del 1944.