Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, è stato all’altare della Patria per l’omaggio ai caduti in occasione della Festa della Liberazione. Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il Capo dello Stato è stato accolto dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il presidente, dopo gli onori militari, ha deposto una corona d’alloro sul sacello del milite ignoto. Poi la stretta di mano con la premier Giorgia Meloni, con i presidenti di Senato e Camera e con il presidente della Corte costituzionale, quindi Mattarella è risalito sull’auto presidenziale per raggiungere l’aeroporto di Ciampino da cui partirà per le Marche, dove è prevista la celebrazione della festa della Liberazione con il Capo dello Stato.
Crosetto: libertà non è bene acquisito una volta per tutte
«Il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità. Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità. Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazi-fascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione europea e attore di primo piano nella scena internazionale». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione alla festa della Liberazione. «Ricordare tutto questo significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte - continua -. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione».










