Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
27 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 16:55
Gli incidenti occorsi durante le manifestazioni per il 25 aprile, purtroppo prevedibili, sono stati di due tipi tra loro molto diversi e la loro compiuta valutazione spetta alla magistratura. Dal punto di vista politico si devono in primo luogo condannare e stigmatizzare gli atti criminali connessi con le ragioni della manifestazione; ad esempio il ferimento con una pistola ad aria compressa di due manifestanti che portavano il fazzoletto dell’Anpi avvenuto a Roma. Fatti di questo tipo sono probabilmente ascrivibili a minoranze nostalgiche che manifestano un odio viscerale per la Costituzione repubblicana e vorrebbero tornare ad un passato che non hanno conosciuto e che in qualche modo distorto considerano onorevole, anziché disastroso e vergognoso.
In secondo luogo, e separatamente, devono essere valutati gli incidenti connessi con la strumentalizzazione della manifestazione da parte di manifestanti che hanno portato ed esibito simboli politici legati ad eventi odierni, che nulla avevano a vedere con la commemorazione della liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Ad esempio, a Roma alcuni manifestanti avevano portato bandiere dell’Ucraina e sono stati violentemente attaccati da altri manifestanti evidentemente filorussi, mentre a Milano la Brigata Ebraica aveva portato alla manifestazione bandiere di Israele ed è stata violentemente contestata da manifestanti evidentemente filopalestinesi con slogan inneggianti al genocidio nazista e alla fine allontanata dal corteo.














