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26 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:50
Da Delrio a Crosetto. Fioccano da ore sulle agenzie di stampa accuse di antisemitismo per la pesante contestazione alla Brigata Ebraica avvenuta al corteo del 25 aprile a Milano. Un fuoco incrociato proveniente da diversi schieramenti. Si parla di razzismo, estremismo e odio verso la stella di David. La versione però traballa di fronte a un altro racconto, quello degli esponenti del Laboratorio Ebraico Antirazzista e della rete Mai più indifferenti-Voci ebraiche per la pace. Il loro cordone, che non ha fatto certo mistero dell’identità ebraica, non solo non ha ricevuto critiche ma è stato accolto con entusiasmo e serenità da chi era in piazza.
“Non abbiamo avuto bisogno di alcuna protezione” scrivono sule loro pagine social. “Non abbiamo ricevuto una parola fuori posto ma anzi moltissimi applausi e saluti affettuosi dai presenti”. I due gruppi erano presenti alla manifestazione con due striscioni. “Ebree ed ebrei contro il fascismo in ogni tempo e in ogni luogo”, e “Cessate il fuoco, voci ebraiche per la pace”. Nessuna bandiera nazionale, mentre nello spezzone contestato c’erano quelle israeliane e statunitensi.












