Resta divisiva la festa che più di ogni altra dovrebbe unire. Il 25 aprile è segnato ancora una volta dalle divisioni di piazza, gli spari a Roma, gli scontri a Milano. E, in una giornata nella quale la politica aveva provato a superare gli steccati, alla fine arriva la premier. Che, sui social, rinfocola la polemica: «Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell\'ordine». E chiude: «Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema».

Messaggio che cambia il senso di una giornata. Sia perché la premier non cita i fatti di Roma gli spari contro due iscritti all\'Anpi sia perchè manda in soffitta i segnali bipartisan, di condanna unanime per i fatti sia della Capitale che sotto la Madonnina.