Era il 2 agosto ma sembrava una specie di 25 aprile bis. Con i comizi contro il centro destra, i fischi e le contestazioni agli esponenti del governo, le richieste a Giorgia Meloni di prendere le distanze da tutto (dal fascismo, dal Msi e possibilmente pure da Fratelli d’Italia e da se stessa...). Il solito vizietto della sinistra di usare le commemorazioni per colpire i suoi nemici, condendo il tutto con una buona dose di balle. Un giochino che, ormai è chiaro, non funziona più...

Partiamo dall’inizio. Ieri, 2 agosto 2025, era il 45° anniversario della Strage di Bologna, quando una bomba esplose alla stazione facendo 85 morti e 200 feriti. E, come detto, c’è chi ha voluto trasformare le celebrazioni in una manifestazione anti-governo, con contestazione al ministro Anna Maria Bernini, lì a rappresentare l’esecutivo, e fischi quando è stato nominato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il primo ad andare all’attacco, e non è una sorpresa, è stato Paolo Bolognesi, storico presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, alla sua ultima uscita prima di passare il testimone a Paolo Lambertini. Bolognesi, ex deputato del Pd, se l’è presa con Fdi al completo, da Meloni a La Russa, da Francesco Lollobrigida a Paola Frassinetti.