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6 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:36
Ancora prima dello scontro politico – innescato sul palco della commemorazione per la strage di Bologna -nei giorni precedenti all’anniversario del massacro della stazione con 85 morti e oltre 200 feriti, il presidente uscente dell’Associazione 2 agosto, Paolo Bolognesi, aveva lanciato l’allarme sugli ostacoli che una direttiva del 12 giugno 2024 opponeva a chi volesse mettere gli occhi e le mani sulle sentenze conservate presso gli archivi dello Stato. Erano mesi però, almeno da marzo scorso, che l’associazione tentava di far ritirare la circolare. Dal 5 agosto è stata finalmente sostituita, ma solo dopo l’intervento della stessa premier Giorgia Meloni, arrivato lo stesso 2 agosto, dopo il lungo durissimo intervento di Bolognesi. “Il governo continuerà a fare la sua parte in questo percorso per arrivare alla piena verità sulle stragi che hanno sconvolto la Nazione nel secondo Dopoguerra, a partire dall’impegno portato avanti insieme alle altre amministrazioni competenti per il versamento degli atti declassificati all’Archivio centrale dello Stato, in un clima di collaborazione con le associazioni dei famigliari delle vittime” aveva dichiarato la presidente del Consiglio. “Tutto bene ciò che finisce bene. Grazie a tutti coloro che hanno appoggiato la sacrosanta battaglia per la verità e la giustizia dell’associazione dei famigliari delle vittime” dice oggi Bolognesi.














