Mentre le piazze italiane si colorano per celebrare la Liberazione, tra la folla di un 25 aprile che dovrebbe essere festa di libertà e democrazia, spuntano due bambini. Li vedete anche voi? Non sventolano bandiere di pace, ma reggono un cartello che è un pugno nello stomaco: «Mio nonno ai fascisti sparava, non li votava». È un’immagine che cattura perfettamente il cortocircuito di una certa parte politica: usare l’infanzia come scudo per sdoganare un messaggio di morte, trasformando un evento storico complesso in una pericolosa istigazione allo scontro fisico.
25 aprile, il cartello antifascista in mano a due bimbi
Mentre le piazze italiane si colorano per celebrare la Liberazione, tra la folla di un 25 aprile che dovrebbe essere festa di libertà e democra...











