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21 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 11:33
di Liana Milella e Giacomo Salvini
Sono passate da poco le 22 e 30 quando dal Tesoro arriva una telefonata al sottosegretario leghista Nicola Molteni, che da ore si sta prendendo gli improperi delle opposizioni in commissione alla Camera: “Non ci sono le coperture, non si può fare…”. Il ministro dei Rapporti col Parlamento Luca Ciriani fa la spola telefonica col presidente della commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano e col sottosegretario Alfredo Mantovano che poche ore prima è salito al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva chiesto di cambiare il decreto Sicurezza per togliere la norma sul premio economico per gli avvocati che aiutano i migranti nei rimpatri: “Non si può più perdere tempo, rischiamo di non farcela coi tempi del Senato”, sospira Ciriani. Così si cambia ancora. In commissione prima Pagano e poi Molteni annunciano a tarda sera ai parlamentari increduli: niente emendamento correttivo, il decreto Sicurezza sarà approvato così com’è. Poi mercoledì, dopo il voto di fiducia, il Consiglio dei ministri approverà un decreto correttivo del decreto stesso, come chiesto dal Quirinale.














