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Ultimo aggiornamento: 12:05
di Leonardo Botta
Il governo e la premier che dovevano fare la storia finora hanno perlopiù fatto propaganda e slogan. L’ultimo, in ordine temporale, è l’ennesimo decreto sicurezza, con la “perla” del contributo agli avvocati che inducano gli immigrati irregolari a rimpatriarsi.
Intendiamoci: non c’è nulla di strano se un governo prova a espellere i migranti clandestini. Secondo me, l’accoglienza indiscriminata non funziona: occorrono flussi migratori regolari e regolamentati e Meloni (dopo essersene lamentata quand’era all’opposizione!) li sta doverosamente varando. Il punto è un altro: è la norma che incentiva gli avvocati, con la somma di 615 euro, se assistono gli immigrati nelle procedure di rimpatrio volontario. Il problema, secondo me, non è quello che lamentano le opposizioni, che parlano, temo a sproposito, di “far west”, “cacciatori di taglie” e balle simili. Il problema è che il decreto, da quello che capisco, è inefficace: scritto male e incostituzionale (al punto che Mattarella ha convocato il sottosegretario Mantovano al Colle), è inefficace perché vengono stanziati circa 250mila euro per il 2026 che, se tutto andasse per il verso giusto, servirebbero a finanziare il rimpatrio di “ben” 400 stranieri quest’anno (il doppio l’anno prossimo): mecojoni! È scritto male e incostituzionale perché, sempre stando a quanto capisco, porrebbe gli avvocati in conflitto con l’art. 24 della Costituzione che garantisce a ognuno, italiano o straniero, il diritto a tutelare i propri interessi in giudizio.








