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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 11:25

Dopo la batosta subita dal referendum contro la magistratura, le follie a dir poco imbarazzanti di Trump, la sconfitta di Orbàn e la crisi energetica, al governo della premier Meloni non resta altro che tornare in sella al vecchio e sempre affidabile cavallo di battaglia per tentare di risalire la china degli indici di gradimento elettorale. L’odio per gli immigrati, colpevoli di ogni cosa anche a dispetto della logica, funziona sempre. Molto triste ma purtroppo è così. Il campo da ‘gioco’, ma di gioco non si può certo parlare, è sempre lo stesso: la Giustizia.

Dopo una violenta campagna referendaria, tutta impostata all’aggressione verbale della Magistratura e tesa a demolirne dignità, autonomia ed indipendenza, ora tocca agli avvocati, calpestandone ancora una volta funzione e dignità professionale. Per tutti gli esponenti di governo il diritto di difesa è sacro ed intoccabile ma solo quando essi stessi od i loro amici sono coinvolti in vicende giudiziarie. Allora gli avvocati vanno giustamente ascoltati, rispettati assurgendo quasi ad una dimensione divina. I loro avvocati. Non gli altri.