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Ultimo aggiornamento: 14:22
di Leonardo Botta
La presidente Meloni, che in video si lamenta per la condanna che il governo ha subito riguardo alla vicenda dell’immigrato algerino, mi ricorda un po’ re “Franceschiello” di Borbone che, secondo una falsa ricostruzione storica, in battaglia navale avrebbe ordinato ai suoi di fare “ammuina”: “Quelli che stanno a prora vanno a poppa, quelli che stanno a poppa vanno a prora. Facite ‘a faccia feroce”. E infatti, con la faccia feroce che tutti conosciamo sin da quando sbraitava, con le vene del collo gonfie, contro le accise sui carburanti (quelle accise che il suo governo poi ha addirittura rincarato), l’altro giorno la premier faceva ammuina contro la magistratura “politicizzata” (sai che novità).
Una premessa doverosa: io non ho nessuna simpatia per questo tizio, un pluripregiudicato oggetto di provvedimenti di espulsione, che sarei contento di vedere rimandato in Algeria (vero è che in Italia ha una compagna e due figli, ma questo non costituisce salvacondotto per i reati che ha commesso). Ma è proprio questo il punto: il governo è stato condannato dai tribunali per vizi e violazioni di diritti umani nella procedura di trasferimento dell’algerino da un Centro di Permanenza per i Rimpatri del Friuli a quelli famosi (o famigerati, fate voi) in Albania. Praticamente un festival degli errori: all’immigrato era stato riferito che sarebbe stato tradotto nel Cpr di Brindisi e invece lo avevano imbarcato per le coste albanesi, pare negandogli anche i canali di comunicazione con i familiari.








