Licenziato dal Senato venerdì, il decreto sicurezza che deve avere ora il via libera della Camera ha provocato stupore nel Consiglio nazionale forense e riacceso le speranze di modifiche di una parte della magistratura e dell’opposizione che male hanno digerito il decreto.
Una nota diramata ieri dal Cnf ha infatti scatenato un piccolo giallo su un articolo del testo in cui, invece, l’organismo presieduto da Francesco Greco sostiene di essere stato inserito a sua insaputa. «In merito alla norma del decreto sicurezza che attribuisce al Consiglio Nazionale Forense un ruolo nel processo di rimpatrio degli immigrati e nella gestione dei pagamenti dei legali coinvolti, il Cnf», si legge nel comunicato, «precisa di non essere mai stato informato di tale coinvolgimento: né prima della presentazione dell’emendamento, né durante il suo iter parlamentare, né dopo la sua approvazione». Da qui l’istituzione chiede che «il Parlamento intervenga per eliminarne ogni coinvolgimento, sottolineando che le attività previste non rientrano tra le proprie competenze istituzionali». Scetticismo anche da parte delle Camere penali.
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