Il decreto sicurezza, dopo il via libera del Senato e il disco verde in aula alla Camera alla fiducia posta dal governo (il voto finale è atteso entro venerdì), è stato varato dal governo il 5 febbraio e firmato dal presidente della Repubblica 19 giorni dopo.
Dopo giorni di alta tensione sulla norma che concede un incentivo agli avvocati per i rimpatri dei migranti, la maggioranza ha blindato il provvedimento nella sua versione originaria con il primo voto alla Camera. Il correttivo, messo a punto dopo i rilievi del Colle, dovrà arrivare contemporaneamente alla conversione in legge: nella tarda mattinata di venerdì, quando è previsto il voto finale, il Consiglio dei ministri si riunirà proprio nella sala del governo a Montecitorio, per varare un nuovo decreto che modificherà l'articolo sui rimpatri.
Il decreto conta 33 articoli e comprende misure per la lotta alla criminalità, (specie giovanile o a carico di minori ad esempio coinvolti in accattonaggi); sanzioni più severe per manifestazioni e cortei; norme su organici e tutele delle forze dell'ordine e altre sulla gestione dell'immigrazione.
Lotta ai maranza
Nel dettaglio, l'articolo 1 interviene nella lotta ai "maranza” e introduce il divieto di porto e vendita di coltelli con la deroga - voluta e aggiunta dal centrodestra al Senato - sulle tipologie di coltelli che si possono portare in giro anche senza una motivazione valida.











