Una corsa al fotofinish chiude il decreto sicurezza alla Camera.

E subito dopo un Consiglio dei ministri lampo lo corregge, in parte, sui rimpatri. A mezzogiorno un'aula per metà assonnata per la maratona notturna e per metà eccitata dalla sfida (anche canora) sul 25 Aprile, vota la conversione in legge a meno di 24 ore dalla scadenza. A favore 162 deputati, 102 contrari e uno si astiene. E altrettanto rapidamente, poco dopo le 17, il presidente della Repubblica promulga il primo ed emana il secondo decreto. Premono i rischi di incostituzionalità dell'articolo sui rimpatri, nella prima versione, e il governo mette una toppa. La maggioranza incassa il faticoso sì in aula e molti scappano via per il weekend. L'opposizione grida invece contro "una pagina buia della storia italiana" dicendosi costretti - come fa Piero De Luca (Pd) - a votare "una norma incostituzionale, con uno strappo col Quirinale". A inizio aula stamattina, la battaglia riprende al ritmo di 'Bella ciao'.

Per approfondire

Agenzia ANSA

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