Il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Sicurezza arriva, in Senato, dopo una mattinata di tensioni. Prima le proteste di Pd, M5S e Avs, con i senatori dei tre partiti seduti al centro dell'aula di Palazzo Madama, a simulare una di quelle manifestazioni non violente che il decreto punisce con il carcere. La seduta, che si è appena aperta, viene sospesa e su richiesta delle opposizioni si va in capigruppo dove i partiti di minoranza chiedono lo slittamento del ddl per la Separazione delle carriere (la decisione nel merito verrà presa giovedì mattina), mentre in aula iniziano le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto. Il clima resta teso, con il leader di Azione Carlo Calenda che critica la maggioranza perché "non si introducono reati penali con la fiducia", ma bacchetta anche lo "show" delle opposizioni: "È esattamente quello che vuole la destra e vi dico che in questo modo continuerà a governare questo Paese". Anche Matteo Renzi, con Iv, prende le distanze un po' da tutti: "Ho una visione diversa del dibattito parlamentare ma la mia indignazione è un punto senza ritorno". Dal canto loro Pd, M5S e Avs difendono la linea scelta: "Simulare una forma di resistenza passiva è legata alla nostra durissima critica al decreto", dice il capogruppo Pd Francesco Boccia in un punto stampa improvvisato con Alessandra Maiorino del M5S e Peppe De Cristofaro di Avs. "La condizione gravissima di svolta che noi chiamiamo autoritaria è sotto gli occhi di tutti - aggiunge Boccia - Protestiamo per la sudditanza della maggioranza che abbassa la testa davanti agli ordini del governo e umilia il Parlamento". "Il fatto che il dl sicurezza scada l'11 giugno, il giorno in cui arriva in aula la separazione delle carriere, dimostra lo scambio in atto e i ricatti incrociati tra le forze di maggioranza - rincara la dose Maiorino - Abbiamo chiesto in capigruppo che si riveda per lo meno quella data, posticipandola a settembre, affinché questo Parlamento sia in grado di esaminare una riforma costituzionale dall'impatto fortissimo, sulla giustizia e a riflesso sugli altri poteri". "Se questa protesta che abbiamo fatto la fanno dei lavoratori per strada da adesso è sanzionato con anni di galera - chiosa per Avs De Cristofaro -. Questa è una trasformazione radicale dello stato di diritto ed è il tentativo di far somigliare questo paese a uno stato di polizia ma si illudono se pensano che ci fermeremo e riusciranno a silenziare l'opposizione".
Decreto sicurezza, quasi rissa in Senato. Meloni: "Passo decisivo per la legalità"
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