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Ultimo aggiornamento: 9:23
Riprende l’esame del decreto Sicurezza. A partire dalle 9 si riunisce la Camera dei deputati, dopo l’altolà del Quirinale sul provvedimento, con Mantovano che ha incontrato Sergio Mattarella: sotto accusa è finita la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono e favoriscono i rimpatri volontari dei loro assistiti. Qui la diretta.
La giravolta. La premier sospende il memorandum italiano, ma difende l’accordo europeo: l’Italia, con la Germania, si opporrà allo stop di Bruxelles
Roma, 21 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Le prime Zone economiche speciali italiane hanno sostenuto soprattutto gli investimenti delle imprese, ma con risultati molto diversi da territorio a territorio. E' quanto emerge da una prima valutazione complessiva realizzata dal Gruppo di ricerca Grins del Laboratorio di economia applicata (Lea) dell’Università di Bari Aldo Moro, che analizza gli effetti delle Zes nelle aree del Mezzogiorno nel periodo 2016-2022. Le Zes sono uno strumento di politica industriale pensato per attrarre investimenti e attività produttive in territori definiti, attraverso agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e, in alcuni casi, vantaggi doganali. In Italia sono state introdotte nel 2017 in otto aree del Mezzogiorno: Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia Orientale, Sicilia Occidentale, Zes Ionica e Zes Adriatica. Dal 1° gennaio 2024, questo assetto è stato sostituito dalla Zes unica per il Mezzogiorno, che ha accorpato le precedenti esperienze in un unico quadro amministrativo.












