Altolà del Colle sul decreto sicurezza: sotto accusa la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono e favoriscono i rimpatri volontari dei loro assistiti. Acceso da giorni il faro del Quirinale, Mantovano ha incontrato Mattarella: «Così non va», avrebbe detto il capo dello Stato. Sul tappeto resta l’ipotesi di un nuovo decreto in Cdm che si limiterebbe a cancellare la norma contenuta nel provvedimento sulla sicurezza e la possibilità di lavorare attraverso decreti attuativi. Opposizioni all’attacco. Chiuso l’esame nelle commissioni della Camera, oggi, martedì 21 aprile, prende il via l’esame in Aula.
Prima l’idea di un emendamento correttivo, poi il dietrofront
Da giorni è acceso il faro del Quirinale su questa misura e la sola ipotesi che Sergio Mattarella possa non controfirmare il provvedimento in assenza di modifiche sostanziali manda in fibrillazione la maggioranza. Che prima fa sapere di voler presentare un emendamento in commissione per modificare la norma contestata ma poi, in tarda serata, blocca le macchine per lo spauracchio dell’ostruzionismo delle opposizioni che potrebbe portare in decadenza il provvedimento. Sarebbe stata necessaria infatti la terza lettura in Senato, dopo l’ok di Montecitorio, per farlo diventare legge. Ma con tempi talmente stretti (la scadenza ultima per la conversione è il 25 aprile) il rischio di non farcela sarebbe stato decisamente alto. Da qui la riconsiderazione di altre misure già valutate nel corso di una lunghissima giornata.











