Resta alta l'attenzione - e l'attesa - del Colle sulla norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei Paesi d'origine. Da giorni è attivo il faro del Quirinale su una norma che ha provocato l'allarme delle opposizioni e rilievi critici di alcuni costituzionalisti.

Il decreto sicurezza sui migranti stravolge il diritto alla difesa e umilia gli avvocati

Il presidente - si osserva - parla per atti e quando la norma arriverà sul suo tavolo deciderà se firmarlo, se rinviarlo alle Camere o se firmarlo con una lettera. L'impressione è che la soluzione individuata dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, di affidare la soluzione ad un ordine del giorno sul tema non possa essere sufficiente. Difficilmente il presidente potrebbe firmare questo testo senza modifiche. Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile pena la decadenza.

La riunione delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera è stata sospesa. Alla base della scelta, come spiega il capogruppo di Avs in commissione Giustizia, Devis Dori, è la richiesta delle opposizioni di uno stop ai lavori "in attesa di chiarimenti relativi all'incontro in corso al Quirinale con Mantovano". La riunione della commissione dovrebbe riprendere alle 21.