Il sogno svanisce in un lampo. No, non è stata la temuta superiorità McLaren sul passo a mettere alle corde Charles e la sua Ferrari. Anzi, fino alla seconda sosta, quindi a due terzi di gara, la Rossa aveva tenuto a bada i razzi papaya con nonchalance, senza strafare. Poi, all’improvviso, la SF-25 del monegasco, da cigno, si è trasformata in anatroccolo e non è più riuscita ad andare, perdendo oltre un secondo al giro dai principali avversari e venendo risucchiata nell’anonimato, manco fosse quella di Lewis che ultimamente ha tolto il sorriso e la fiducia al super campione britannico.

Cosa è accaduto è un mezzo mistero. Leclerc, dopo aver parlato con i tecnici a fine gara, ha dichiarato pieno di delusione: «Non era come pensavo, abbiamo avuto un problema al telaio. È un vero peccato perché, in una stagione complicata come questa, quando capita l’occasione per vincere, ci sfugge di mano. Ero un passeggero, sono deluso». Appena finita la giostra, forse ancor prima che gli ingegneri visionassero la monoposto numero 16, il grande capo Vasseur aveva spiegato: «Con i primi due set di gomme siamo stati molto competitivi, anche nei confronti della McLaren. Con il terzo abbiamo perso ritmo e non c’è stato nulla da fare. Dobbiamo capire cosa è accaduto, potrebbe aver influito la pressione delle gomme. No, risparmiare carburante, o non poter usare la mappatura più spinta, non c’entra, quegli aspetti valgono un decimo al giro non due secondi».