Più veloce del vento. Le raffiche improvvise che hanno soffiato in Q3, insieme alle temperature crollate, non hanno infastidito Charles che, su un circuito a lui poco gradito, dipinge un giro perfetto e s’acchiappa la prima pole stagionale per la Ferrari. Eppure non sembrava proprio la giornata adatta. Da una parte una McLaren stellare che mai come all’Hungaroring si è trovata a proprio agio, dominando tutte le prove ed ipotecando l’intera la prima fila. In più, in qualifica, la SF-25 appariva fuori palla e non più seconda forza. Le Rosse per passare la tagliola della Q1 erano costrette ad usare ben due treni di rosse morbide e Lewis doveva alzare bandiera bianca in Q2 segnando il dodicesimo tempo.

Il principino, come al solito, ci metteva del suo, ma tribolava assai tanto da dichiarare che, in quelle condizioni, si sarebbe «accontentato della quarta o quinta posizione». Invece, in un attimo, è cambiato tutto. Leclerc, che aveva poco da perdere, ha spremuto la sua monoposto come un limone, tirando fuori tutto quello che c’era, senza preoccuparsi della temperatura in picchiata e di Eolo diventato all’improvviso dispettoso. Leclerc, quindi, ha ripetuto più o meno il tempo della Q2, cosa che ha fatto anche il tosto Russell con la Mercedes che ha chiuso ad appena 53 millesimi. I due piloti dell’astronave perfetta, invece, hanno accusato il cambio di condizioni, le folate hanno infastidito l’equilibrio delle papaya e Piastri e Norris hanno alzato le performance di circa 4 decimi, andando ad infilarsi fra il monegasco e l’inglese.