No caldo, no pioggia, no show. Poteva essere festa Ferrari, invece chiacchiere, polemiche e sconforto soprattutto per la Ferrari. Che questa volta, mentre Hamilton navigava in cattive acque, contava nientemeno che sulla pole position di Leclerc. Purtroppo, nulla: un podio mancato che fa male, perché Leclerc al momento ha sulle spalle le più alte aspettative. Ma non fare centro mentre il team è già sotto pressione per i risultati assenti di Hamilton rende l’atmosfera in vista della pausa estiva molto critica.

E bisogna pure ringraziare la ‘fortuna’ visto che, pur prendendo una penalità di cinque secondi, essa non ha inciso sulla posizione in classifica siccome il quinto, Alonso, aveva un ritardo sulla bandiera a scacchi nell’intorno dei dieci secondi.

Nell’edizione numero 40 dell’Hungarian Grand Prix, quindi, alla fine, non è cambiato nulla rispetto alla routine di questa prima parte di campionato. Non c’è stata alcuna condizione meteo che poteva rendere le cose troppo facili o troppo difficili a qualcuno. Nessun incidente serio, nessuna safety car. E così ha avuto la meglio Norris, autore di una prestazione magistrale davvero, sia nella guida sia nei calcoli del muretto. Plauso a lui perché in sintonia col team sceglie di andare in fondo con un set di gomme dure montate già da prima di metà gara mentre gli altri in maggioranza si sono fermati due volte. Ottima la strategia anche per il suo compagno di squadra Piastri mentre Russell beneficia soprattutto di un forte calo di prestazione della Ferrari numero 16.