Alla fine nel Gp di Ungheria vincono ancora e sempre le McLaren - stavolta è Lando Norris a precedere Oscar Piatri - mentre il sogno della Ferrari e di Charles Leclerc di competere per la vittoria finale dura soltanto 40 giri, quelli in cui la "rossa" sembrava rinata prima di tornare ad essere la "macchina inguidabile" di questa stagione.
Dopo la conquista della pole position da parte del monegasco, i tifosi del Cavallino si erano illusi di una rinascita della monoposto in vista di una seconda parte di stagione all'arrembaggio.
Invece poco o nulla è cambiato con le Ferrari che chiudono al quarto e al dodicesimo posto. Addirittura fuori dal podio. Troppo per le Leclerc che si è sfogato durante e dopo la gara: "In macchina non avevo tutte le informazioni ma abbiamo avuto un problema al telaio. Da quel momento in poi sono stato un passeggero. Sono cose da non credere. Di questa prima parte di stagione non salvo niente", ha detto a caldo il monegasco. Eppure il primo posto in griglia lasciava ben sperare.
"E' molto frustrante. Il primo stint avevano tutto sotto controllo con un po' di degradazione rispetto alle McLaren però eravamo veloci. Nel secondo anche eravamo veloci, poi dopo abbiamo perso completamente il nostro passo". "Sono veramente deluso perché quando c'è una opportunità, va presa". Leclerc conferma che "ci sono stati dei passi avanti" ma "in giornate come questa è difficile vedere positivo". D'altronde anche in pista non era stato tenero con il team: "Dovete ascoltarmi per gestire questi problemi! Ora la macchina è inguidabile. E' un miracolo che se arriviamo al podio", aveva detto nel corso del 54/o giro quando era stato appena superato dalle McLaren e provava a resistere all'attacco della Mercedes di George Russell. Ed infatti anche Russell lo ha superato di lì a poco, con la sua monoposto che negli ultimi giri prendeva n secondo e mezzo a tornata. Peggio è andata a Lewis Hamilton che, al netto di un impatto causato da Max Verstappen, non è comunque riuscito a migliorare il 12mo posto della partenza. Stavolta neanche Fred Vasseur, team principal della Ferrari, autoassolve il proprio team.











