WARPTECHNEWS · LAB
HomeAIBusinessTechArchive
WARPTECH LAB NEWS

Warptech Lab News aggrega le notizie più rilevanti da oltre 700 fonti internazionali, con classificazione AI, TL;DR sintetici e timeline cluster su singole storie.

Navigazione

  • Home
  • Archivio
  • Editor's Brief
  • Cerca
  • Il tuo account
  • Newsletter tech/AI

Informazioni legali

  • Privacy Policy
  • Termini di servizio
  • Cookie Policy

© 2026 Sparktech S.R.L. — Tutti i diritti riservati. Sito gestito e manutenuto da Sparktech S.R.L.

Sede legale: Corso Libertà 55, 13100 Vercelli (VC), Italia · P.IVA / C.F. 02835910023 · Contatti: admin@warptechlab.com

Home
Storia in 13 fonti

I ragazzi di periferia e lo sguardo degli altri

«Servirebbero più parchi e meno pregiudizi sul mio quartiere». Così dichiara un tredicenne coinvolto nella ricerca di Save the Children sull’esperienza dei bambini e adolescenti che crescono nelle periferie urbane dei comuni capoluogo delle aree metropolitane (Luoghi che contano) presentata nei giorni scorsi. Periferie che non sono state individuate con un criterio geografico, ma utilizzando la mappatura realizzata dall’ISTAT in base ad un nuovo indice di disagio socio-economico elaborato sperimentalmente dall’ISTAT, che ne ha individuate 172 in tutto il paese, il 73% delle quali tuttavia si trova a Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Periferie quindi non in senso geografico, ma in senso sociale, perché presentano sia una forte concentrazione di gruppi socio-economicamente svantaggiati, un’alta incidenza di dispersione scolastica, di microcriminalità e disagio psicosociale, sia una carenza di servizi, opportunità e infrastrutture essenziali, quali servizi educativi e sanitari di qualità, dotazioni culturali e sportive, spazi verdi, trasporti pubblici efficienti e connettività digitale. Sono a maggiore densità di bambini e adolescenti delle aree non deprivate, eppure sono oggetto di scarsi investimenti, quando non di vero e proprio abbandono. Chi cresce in questi contesti, non solo ha minori opportunità di sviluppare appieno le proprie potenzialità, rischia tassi di dispersione scolastica esplicita e implicita molto superiori a quelli di chi vive in altre zone della stessa città e di perdere per via persino la capacità di aspirare. Spesso soffre anche lo stigma associato al luogo in cui vive, che diventa anche uno stigma sulle persone che lo abitano, riducendo ulteriormente la possibilità di essere riconosciuti e valorizzati per quello che si è e si può essere. Come ha detto una quindicenne, “io per esempio ho vari amici che ho conosciuto da poco e quindi mi sono presentata. Appena gli ho detto che ero del rione (…) avevano già dato dei cattivi sguardi su di me perché pensavano che siccome ci sono persone così, magari posso esserlo pure io”. Si tratta di una ricerca ricca e complessa, che integra dati esistenti di varie fonti istituzionali con dati di survey su un campione di 2.111 alunni e alunne delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado di tutte le aree periferiche dei comuni capoluogo e dati qualitativi raccolti in varie forme di ricerca partecipata in quattro di queste. Ne ha scritto Thomas Usan sul sito di questo giornale. Tra dati noti e meno noti ne emerge un quadro della difficoltà che incontrano troppi bambini e adolescenti nel loro percorso di crescita, e di quanto esse non siano imputabili solo a fragilità familiari o a particolari sfortune biografiche, ancor meno ad una cattiva disposizione dei bambini e adolescenti stessi. Conta l’incuria, indifferenza di politiche pubbliche che troppo spesso lasciano sguarniti di beni essenziali proprio i luoghi a maggiore concentrazione di povertà economica, bassa istruzione, difficoltà lavorative; salvo interpretarne i problemi in modo esclusivamente securitario quando succede qualcosa che disturba l’ordine pubblico. Il dato più nuovo su cui vorrei soffermarmi è l’ambivalenza con cui gli adolescenti intervistati considerano il luogo in cui vivono: luogo di mancanza di cose indispensabili – trasporti pubblici efficienti, servizi sanitari e sociali, spazi verdi, spazi in cui potersi incontrare e divertire in sicurezza e senza dover spendere, pulizia delle strade e svuotamento tempestivo dei cassonetti - ma insieme luogo di appartenenza, in cui si può stare con amici, tra pari, senza essere giudicati e guardati dall’alto in basso, luogo in cui si sono fatte e fanno anche cose belle (e per questo brucia lo sguardo negativo che sentono dall’esterno). Sarà perché hanno meno possibilità di uscire dal loro quartiere dei loro coetanei che abitano in zone meno, o non deprivate, sembra anche che abbiano una conoscenza, e identificazione, maggiore della zona dove vivono e delle persone che la abitano. Desiderio di andarsene per trovare occasioni migliori e invece che a migliorare sia il contesto in cui attualmente vivono per consentire loro di scegliere se rimanere o andarsene, convivono anche nella stessa persona. Una ambivalenza che è anche un interrogativo per i policy maker e un potenziale terreno su cui lavorare non solo per, ma con questi fin troppo consapevoli bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Utili indicazioni in questo senso si trovano nel capitolo conclusivo del rapporto di ricerca, a partire da quella che è necessario definire una strategia nazionale per le politiche urbane orientata all’infanzia, unitaria e stabile nel tempo, che assuma i contesti urbani più fragili come ambiti prioritari di intervento, al fine di garantire una tutela effettiva dei diritti di bambini, bambine e adolescenti. Ne dovrebbe fare parte, come una componente stabile e qualificante dei processi decisionali. Anche il coinvolgimento strutturato e continuativo di bambini, bambine e adolescenti nei processi di rigenerazione urbana.

Raccontata dalastampa.itbolognatoday.itpalermotoday.itgenovatoday.itgazzettadelsud.ittg24.sky.itcataniatoday.itfirenzetoday.itunionesarda.itromatoday.itlasicilia.itgreenme.it+1 altre

Confronto fonti

6 prospettive sulla stessa storia
AI · summaries
lastampa.itStai leggendo1 mesi fa

I ragazzi di periferia e lo sguardo degli altri

«Servirebbero più parchi e meno pregiudizi sul mio quartiere». Così dichiara un tredicenne coinvolto nella ricerca di Save the Children sull’esperienza dei bambini e adolescenti che crescono nelle periferie urbane dei…

originale
palermotoday.it1 mesi fa

A Palermo oltre 14 mila minori abitano in quartieri disagiati e il 17,8% lascia presto la scuola: "Sono i più…

È quanto emerge dalla ricerca "I luoghi che contano", condotta da Save the Children, che sottolinea "le gravi disuguaglianze socio-economiche in cui molti bambini sono costretti a vivere". Nelle aree vulnerabili il…

Leggi questa versione → originale
greenme.it1 mesi fa

Oltre il 15% dei minori italiani che vive in zone disagiate abbandona la scuola: quando nascere in periferia…

“Servirebbero più parchi e meno pregiudizi”: nelle periferie italiane un minore su 10 cresce tra povertà educativa e stigma sociale.

Leggi questa versione → originale
tg24.sky.it1 mesi fa

Nelle grandi città un minore su 10 vive in zone disagiate: i dati

Leggi su Sky TG24 l'articolo Nelle grandi città un minore su 10 vive in zone disagiate: i dati di Save The Children

Leggi questa versione → originale
corriere.it1 mesi fa

Vita da ragazzi in periferia: uno su sette lascia la scuola

Una ricerca di Save the Children condotta nelle periferie di 14 città urbane dove i ragazzi sono a maggior rischio abbandono scolastico e disagio. Se ne parlerà durante un evento domani 21 maggio. La petizione per una…

Leggi questa versione → originale
unionesarda.it1 mesi fa

Quartieri vulnerabili: un ragazzo su cinque abbandona gli studi  - L'Unione Sarda.it

Quartieri vulnerabili: un ragazzo su cinque abbandona gli studi . L'Unione in edicola - L'Unione Sarda.it

Leggi questa versione → originale

Timeline cronologica

  1. martedì 19 maggio 2026·lastampa.it

    Minori, in Italia 140 mila vivono nelle periferie difficili tra povertà, poca istruzione e violenza

    Save the Children e i «luoghi che contano»: l’indagine racconta le realtà sociali delle città italiane, tra paure e speranze

  2. martedì 19 maggio 2026·bolognatoday.it

    A Bologna ci sono quartieri dove un ragazzo su 4 non studia né lavora

    Save the Children fotografa il divario nei quartieri più vulnerabili: abbandono scolastico quasi doppio rispetto alla media cittadina e un giovane su quattro non studia né lavora

  3. martedì 19 maggio 2026·palermotoday.it

    A Palermo oltre 14 mila minori abitano in quartieri disagiati e il 17,8% lascia presto la scuola: "Sono i più esposti alla povertà"

    È quanto emerge dalla ricerca "I luoghi che contano", condotta da Save the Children, che sottolinea "le gravi disuguaglianze socio-economiche in cui molti bambini sono costretti a…

  4. martedì 19 maggio 2026·genovatoday.it

    A Genova circa 7.500 minori vivono nelle aree più fragili

    È quanto emerge dalla ricerca 'I luoghi che contano' di Save the Children

  5. martedì 19 maggio 2026·gazzettadelsud.it

    Minori e povertà, l’allarme di Save the Children: “A Palermo e Catania oltre un giovane su due non studia né lavora”

    La ricerca “I luoghi che contano” fotografa il disagio nelle aree più fragili di Palermo, Catania e Messina. Oltre 24mila minori vivono in contesti di forte vulnerabilità sociale…

  6. martedì 19 maggio 2026·tg24.sky.it

    Nelle grandi città un minore su 10 vive in zone disagiate: i dati

    Leggi su Sky TG24 l'articolo Nelle grandi città un minore su 10 vive in zone disagiate: i dati di Save The Children

  7. martedì 19 maggio 2026·cataniatoday.it

    A Catania oltre 6 mila minori vivono in quartieri disagiati e il 15,7% lascia presto la scuola: "Rischio esclusione sociale altissimo"

    È quanto emerge dalla ricerca "I luoghi che contano", condotta da Save the Children, che sottolinea "le gravi disuguaglianze socio-economiche in cui molti bambini sono costretti a…

  8. martedì 19 maggio 2026·firenzetoday.it

    Periferie fragili, a Firenze quasi 4.700 minori vivono tra povertà e dispersione scolastica

    La ricerca di Save the Children: nelle aree più vulnerabili tassi di abbandono scolastico doppi rispetto alla media cittadina, un giovane su quattro non studia né lavora

  9. mercoledì 20 maggio 2026·unionesarda.it

    Quartieri vulnerabili: un ragazzo su cinque abbandona gli studi  - L'Unione Sarda.it

    Quartieri vulnerabili: un ragazzo su cinque abbandona gli studi . L'Unione in edicola - L'Unione Sarda.it

  10. mercoledì 20 maggio 2026·romatoday.it

    Termini, Ostia, Borghesiana: quali sono i quartieri di Roma in cui è più difficile crescere un bambino

    Dalla povertà delle famiglie all'abbandono scolastico, l'ultimo report di Save the children traccia una mappa delle disuguaglianze nella crescita dei più piccoli in alcuni…

  11. mercoledì 20 maggio 2026·lasicilia.it

    Nelle periferie catanesi 7 famiglie su 10 sono in povertà. E la dispersione scolastica è da record

    I dati raccolti da Save the Children pongono Catania in una situazione di disagio elevatissimo per quanto riguarda il tessuto sociale. E a pagarne le spese sono i bambini

  12. mercoledì 20 maggio 2026·greenme.it

    Oltre il 15% dei minori italiani che vive in zone disagiate abbandona la scuola: quando nascere in periferia diventa una condanna

    “Servirebbero più parchi e meno pregiudizi”: nelle periferie italiane un minore su 10 cresce tra povertà educativa e stigma sociale.

  13. mercoledì 20 maggio 2026·corriere.it

    Vita da ragazzi in periferia: uno su sette lascia la scuola

    Una ricerca di Save the Children condotta nelle periferie di 14 città urbane dove i ragazzi sono a maggior rischio abbandono scolastico e disagio. Se ne parlerà durante un evento…

  14. giovedì 21 maggio 2026·lastampa.it

    I ragazzi di periferia e lo sguardo degli altri

    «Servirebbero più parchi e meno pregiudizi sul mio quartiere». Così dichiara un tredicenne coinvolto nella ricerca di Save the Children sull’esperienza dei bambini e adolescenti…