Redazione
19 maggio 2026 11:39
Foto di repertorio
A Catania si concentrano alcune delle criticità sociali ed educative più rilevanti tra le grandi città siciliane, secondo la ricerca "I luoghi che contano" di Save the Children, diffusa in vista della biennale sull’infanzia "Impossibile 2026". Nel capoluogo etneo sono 6.887 i minori che vivono nelle aree urbane più fragili, pari al 13,5% dei residenti tra 0 e 17 anni. In questi contesti il 68,1% delle famiglie vive in povertà relativa, uno dei valori più alti tra le città analizzate.Particolarmente critica anche la condizione dei giovani: a Catania oltre il 57% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora (Neet), contro una media comunale del 34,8%. Un dato che evidenzia una forte frattura tra le zone più svantaggiate e il resto della città. Sul fronte scolastico, nelle aree fragili catanesi il 15,7% degli studenti delle scuole secondarie ha abbandonato gli studi o ha ripetuto l’anno, quasi il doppio rispetto alla media cittadina dell’8,7%. Il rischio di dispersione implicita in terza media riguarda il 21,8% degli studenti, mentre nelle scuole situate in prossimità delle aree vulnerabili il 3,9% degli alunni ha ripetuto l’anno, contro l’1,1% della media del Comune.Criticità anche sul fronte dei servizi: l’accesso alle mense scolastiche coinvolge il 21,7% degli alunni della primaria nelle aree fragili, a fronte del 13,5% della media cittadina. Il quadro complessivo evidenzia come le disuguaglianze territoriali incidano in modo diretto sulle opportunità di crescita dei più giovani, con divari profondi tra quartieri della stessa città. Il fenomeno non riguarda solo Catania. A Palermo e Messina emergono dinamiche simili, seppur con intensità differenti. A Palermo si contano oltre 14mila minori (14.302) che vivono in aree di disagio socioeconomico urbano, pari al 13,2% dei residenti 0-17enni. A Catania sono 6.887 e a Messina 2.905 (8,8%). In queste aree il 63,8% delle famiglie vive in povertà relativa a Palermo, il 68,1% a Catania e il 48,8% a Messina.Anche sul piano educativo si registrano forti criticità: nelle aree fragili il 17,8% degli studenti a Palermo, il 15,7% a Catania e il 10,9% a Messina ha abbandonato o ripetuto l’anno scolastico, contro valori medi cittadini nettamente più bassi. Il rischio di dispersione implicita in terza media è pari al 23,6% a Palermo, al 21,8% a Catania e al 19,3% a Messina. Anche il fenomeno delle ripetenze nelle scuole medie inferiori risulta superiore nelle aree fragili rispetto alle medie comunali. Infine, l'accesso alle mense scolastiche mostra differenze significative: a Palermo ne beneficia solo il 10,4% degli alunni della primaria nelle aree vulnerabili, a Catania il 21,7% e a Messina il 19,4%, con dinamiche non sempre uniformi rispetto alle medie cittadine.










