Sono circa 142mila i ragazzi e le ragazze che vivono in zone Adu, ovvero aree di disagio socio economico urbano: quasi il 73,5% è concentrato a Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Tra questi, quasi un minore su tre abbandona la scuola: solo il 36,5% dei 13enni pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% di chi vive in zone meno vulnerabili
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Un minore su dieci residente in una grande città italiana vive in un’area di disagio socio economico urbano. Stiamo parlando del 10,3% dei minorenni, pari a circa 142mila ragazzi e ragazze che vivono nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane della penisola: di questi, quasi il 73,5% sta a Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Questi dati emergono dalla ricerca di Save The Children ‘I luoghi che contano’. Il report è stato diffuso alla vigilia della biennale dell'infanzia, chiamata Impossibile 2026, che si terrà il 21 maggio a Roma all'Acquario Romano: un luogo simbolico dove l'organizzazione chiederà interventi e risorse strutturali per rimuovere le disuguaglianze, a partire da spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili.
Zone Adu: 1 giovane su 3 non studia
Le zone Adu, ovvero le aree di disagio socio economico urbano, presentano tassi di dispersione e abbandono scolastico doppi rispetto alle altre. Qui, come si legge nella ricerca, il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa e più di un 15-29enne su tre (ovvero il 35,6%) non studia e non lavora rispetto al 22,9% della media dei comuni. Solo il 36,5% dei 13enni pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% di chi vive in zone meno vulnerabili. Secondo l’Istat, le zone Adu in Italia sono 158: qui, il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato gli studi o ha ripetuto l'anno scolastico. Un dato preoccupante se si pensa alla media del 7,6% dei comuni delle città metropolitane.










