La ricerca. 20 maggio 2026 alle 00:31

Bambini e adolescenti che vivono in quartieri cagliaritani vulnerabili sono più esposti al rischio povertà e dispersione scolastica, ed hanno inoltre minori opportunità di accesso a spazi verdi e servizi ricreativi, con possibili conseguenze negative sul loro futuro. È quanto emerge dalla ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children.

In città, secondo lo studio, quasi 1600 minori (1.588 per l’esattezza) vivono in un’area che rientra tra quelle di disagio socioeconomico urbano (Adu): il 9,3 per cento del totale della fascia d’età tra gli 0 e i 17 anni residenti a Cagliari. Nelle zone vulnerabili dei capoluoghi delle città metropolitane italiane si registra in media una maggiore concentrazione di 0-17enni rispetto alla media del Comune (il 16,7% della popolazione contro il 14,8%). A Cagliari si osserva l’opposto: la fascia d’età sotto i 18 anni nelle aree vulnerabili (10,8%) è leggermente inferiore rispetto alla media del comune (11,2%).

Nelle cinque aree Adu individuate dall’Istat in città, il 42,2% delle famiglie vive in povertà relativa (+20,1 punti percentuali rispetto alla media dell’intero Comune). Quasi uno studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 5 (il 18,9%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale quasi doppia rispetto al 9,7% di tutto il Comune; il 21,9% di chi frequenta l'ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita; oltre un terzo dei 15-29enni (34,9%) non studia e non lavora. Dati e percentuali che devono far riflettere.