La Bce ha deciso di alzare i tassi di 25 punti base, in una decisione che era praticamente scontata e che i governatori hanno preso all’unanimità. Ciò avrà un impatto su prestiti e rate del mutuo variabile che diventano più cari. I primi effetti del rialzo si vedranno nel breve periodo da parte degli istituti di credito anche considerando i possibili futuri aumenti del costo del denaro lasciati prospettare dalla presidente Christine Lagarde.

Il rialzo dei tassi della BceLa Banca centrale europea ha alzato i tre tassi di riferimento di 25 punti base. Il tasso sui depositi passa dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali sale al 2,65% e quello sui prestiti marginali arriva al 2,90%.La decisione è arrivata per frenare la crescita dell’inflazione e riportarla all’obiettivo del 2% nel medio termine.ANSALa Bce ha anche rivisto al rialzo le stime di crescita dell’area euro stimando +0,9% nel 2026, 1,4% nel 2027 e +1,5% nel 2020. Anche le stime sull’inflazione 2027 e 2028 salgono a 2,5% e 2,1%, dopo il 3% atteso per quest’anno.Gli effetti dell’aumento dei tassi della BceL’inflazione oltre il 3% ha spinto la Bce al secondo rialzo del 2026 che potrebbe, secondo gli analisti, indurre poi ad altri tre rialzi di qui a 12 mesi, vista anche la tenuta dell’economia europea.Con un altro aumento il Tan medio dei mutui a tasso variabile, stima Mutuionline.it, salirebbe al 3,30% e, ipotizzando che il fisso rimanga stabile al 3,46%, il gap si ridurrebbe ad appena 16 punti base. Il fisso peraltro resta la scelta prevista dalla stragrande maggioranza (oltre il 90%) degli italiani.