La Banca centrale europea ha alzato il costo del denaro di 25 punti base al 2,25% nella sua riunione di oggi. Si tratta di una decisione che avrà impatti diretti sulle tasche delle famiglie con i mutui e i prestiti che diventeranno più salati. Si tratta del primo aumento dal settembre 2023. La mossa di oggi era largamente attesa dagli esperti di mercato che adesso ipotizzano un altro incremento ancora nei prossimi mesi. In questo modo l’Istituto centrale cerca di far fronte alla risalita dell’inflazione che è stato scatenato dal conflitto in Medio Oriente. Secondo dati preliminari, i prezzi al consumo sono aumentati del 3,2% il mese scorso, rispetto al 3% di aprile, ben al di sopra dell’obiettivo di inflazione del 2% fissato dalla banca centrale. Nella riunione di oggi la Banca centrale ha aumentato le stime di inflazione dell'Eurozona al 3% per il 2026, al 2,3% per il 2027. Il caro vita tornerebbe al 2% nel 2028. L’impatto sui mutui variabili L’incremento dei tassi di 25 punti base porterà a un incremento della rata di un mutuo variabile di circa 16 euro al mese, arrivando a 606 euro (126.000 euro in 25 anni). E’ quanto emerga da un’analisi di Facile.it. «Se è vero che l’ultimo aumento della Bce risale a quasi tre anni fa (era il luglio 2023), l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, da marzo ha già ripreso a salire, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, anticipando almeno in parte le mosse della Banca Centrale Europea e determinando un aumento delle rate variabili – dicono gli esperti di Facile.it -. Analizzando l’andamento dell’Euribor a 3 mesi, Facile.it ha evidenziato come da prima dello scoppio del conflitto ad oggi sia salito di quasi 30 punti base, arrivando al 2,31% in data 5 giugno 2026 (era 2,01% a fine febbraio). Questi movimenti hanno determinato un aumento di rata di una decina di euro tra marzo e giugno, con un esborso mensile che è passato dai 579 euro di marzo 2026 ai 590 euro di giugno 2026». Come orientarsi. «Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi BCE, non è detto che lo faccia in modo analogo, quindi bisognerà aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate - spiegano gli esperti di Facile.it -. È bene ricordare, però, che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto». L’aumento dei tassi d'interesse di 25 punti base deciso oggi dalla Bce rappresenta l’ennesimo effetto negativo della guerra in Medio Oriente, e causerà un aggravio dei costi a carico delle famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Lo afferma il Codacons, che fornisce le stime sugli effetti della decisione della Bce sulle tasche degli italiani in un mercato, quello dei mutui, che vale in Italia oltre 400 miliardi di euro. Occorrerà attendere le prossime settimane per capire come il mercato risponderà al rialzo dei tassi – spiega il Codacons – Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, per una durata di 25 anni, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile è destinata a salire tra i 15 e i 25 euro per effetto della decisione odierna della Bce. Su base annua la maggiore spesa si attesta tra +180 e i +300 euro a famiglia. Dopo alimentari, luce, gas, carburanti, l’effetto Iran, così come previsto dal Codacons, si abbatte anche sui mutui, portando ad un rialzo dei tassi che avrà inevitabili conseguenze sulle tasche dei cittadini – conclude l’associazione. Gli aumenti futuri Secondo gli esperti di Facile.it, la prospettiva è di un ulteriore rincaro nei prossimi mesi. Guardando ai Futures aggiornati al 5 giugno 2026 Facile.it ha calcolato la rata del mutuo potrebbe crescere nei prossimi mesi e arrivare a circa 626 euro entro la fine dell’anno o l’inizio del 2027. Se queste previsioni si avvereranno, considerando che a gennaio 2026 la rata del mutuo sopra indicato era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe di poco meno di 50 euro. Cosa succede al mutuo a tasso fisso Negli ultimi mesi i mutui tasso fisso hanno già scontato il rialzo di oggi e quelli dei mesi futuri. «I mercati danno per scontato un aumento di altri 25 punti base entro la fine dell’anno – spiega Guido Bertolino, responsabile Business Developement in MutuiSupermarket.it -. Detto ciò, gli Irs stanno già incorporando queste aspettative. Quindi a meno di ampi scostamenti da queste aspettative, è probabile che questi indici che sono il riferimento dei mutui a tasso fisso non subiscano particolari variazioni». L’esperto sottolinea che ad oggi non tutti gli istituti di credito hanno incorporato i recenti aumenti dell’Irs quindi è possibile che i tassi dei mutui a tasso fisso subiscano ancora piccoli aumenti. Non dettati da futuri aumenti del costo del denaro, ma per recepire gli aumenti registrati nell’ultimo trimestre.