| 10 Settembre 2026 12:01 |

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(Adnkronos) –

Sembra ormai certo che nella riunione di oggi pomeriggio la Bce aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base (dal 2,25% al 2,5%) per la seconda volta quest’anno, in risposta all’aumento dell’inflazione. La decisione della Bce sarà annunciata al termine della riunione del Consiglio direttivo a Berlino. La banca centrale pubblicherà inoltre nuove previsioni su inflazione e crescita economica nell’area dell’euro. Uno choc dei prezzi del petrolio, innescato dalla guerra in Iran, ha fatto salire l’inflazione: gli automobilisti ne avvertono l’impatto alle stazioni di servizio, mentre i proprietari di casa devono far fronte a costi più elevati per il gasolio da riscaldamento. E non solo. Anche chi ha un mutuo rischia di pagare di più. Non si intravedono segnali di risoluzione del conflitto nel Golfo. Ad agosto, i prezzi al consumo nell’area dell’euro hanno registrato un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente; si tratta del tasso di inflazione più elevato dal settembre 2023 e di un valore ben superiore all’obiettivo a medio termine del 2% fissato dalla Bce.

Secondo l’analisi di Facile.it, la rata di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni) salirebbe in caso aumento dei tassi di circa 17 euro, passando dagli attuali 614 a 631 euro. Da gennaio a oggi la rata è già cresciuta di 36 euro (era pari a 578 euro all’inizio dell’anno) e, se l’aumento della Bce dovesse essere confermato, entro fine 2026 l’incremento complessivo raggiungerà i 53 euro. Con questi valori, nel 2027 i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile standard spenderanno oltre 600 euro in più di interessi.