La Bce dovrebbe procedere oggi, secondo aspettative unanimi, a un rialzo di 25 punti base del tasso sui depositi, portandolo al 2,50%.
La funzione di reazione della Bce è diventata in larga misura sensibile all’andamento dei prezzi dell’energia, e i mercati ne hanno chiaramente preso atto.
Il rendimento del Bund tedesco a due anni, indicatore delle aspettative degli investitori sul livello a cui i tassi Bce potrebbero stabilizzarsi nel tempo, ha seguito molto da vicino l’andamento dei prezzi del petrolio e del gas naturale.
Dopo la pausa di luglio, che ha riguardato sia i tassi di riferimento che il prezzo del petrolio, le ragioni a favore di un nuovo rialzo appaiono più evidenti.
L’inflazione complessiva resta sopra il 3%, quella core è ancora al di sopra del target e le rinnovate pressioni sui prezzi dell’energia e sulle supply chain continuano a spostare i rischi verso l’alto.









