Francoforte interverrà quasi certamente giovedì.
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Le probabilità implicite nei mercati danno per quasi certa una stretta di un quarto di punto, che porterebbe il tasso sui depositi della Banca centrale europea dal 2,25% al 2,5%.
La vera difficoltà non è capire se la BCE interverrà, ma perché lo farà e se le sue motivazioni reggeranno alla prova dei dati.
Tutto è avvenuto in tempi rapidi. L’11 giugno la BCE ha aumentato i tassi per la prima volta in tre anni, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25% in risposta allo shock energetico causato dalla guerra in Iran, per poi lasciare i tassi invariati a luglio mentre Christine Lagarde preannunciava con toni aggressivi un intervento a settembre.











