I verbali della riunione Bce di luglio, pubblicati il 27 agosto, hanno dato ulteriori indicazioni di una stretta in arrivo a settembre.

La banca centrale il mese scorso ha deciso di lasciare invariati i tassi al 2,25%, dopo il rialzo di giugno.

A luglio tuttavia i membri del board hanno osservato che «un altro aumento dei tassi sarebbe probabilmente necessario, tranne in caso di un miglioramento significativo delle prospettive di inflazione», secondo quanto scritto nelle minute.

La mossa del mese scorso è stata una «pausa» che non implica «la fine del ciclo di inasprimento».

La risposta nei dati dello stress test Fmi Nello stesso tempo, però, i governatori hanno sottolineato che a luglio la comunicazione non avrebbe dovuto impegnarsi per un rialzo sicuro, data la possibilità di cambiamenti dell’outlook.