Con le immissioni in ruolo per il sostegno agli alunni con disabilità si è chiusa, per l'anno scolastico 2026/2027, la fase delle assunzioni a tempo indeterminato, che precede e condiziona la partita delle supplenze. Secondo i dati degli ultimi giorni di agosto solo una parte del contingente autorizzato è stata coperta con personale di ruolo, con forti disomogeneità a livello territoriale, che rilanciano un tema già emerso negli anni passati: molti docenti fanno fatica a trasferirsi al Nord causa costo della vita.

La regione in cui si è assunto di meno sul sostegno, e questo dato potrebbe essere predittivo delle assunzioni anche sulle classi di concorso ordinarie, è infatti la Lombardia, seguita dal Veneto. Utile in tal senso un recente rapporto Istat sulla povertà: tenendo conto del reale potere d'acquisto, uno stipendio medio di un professore di circa 1.400 euro al mese si colloca poco sopra la soglia di povertà assoluta fissata a Milano a 1.175 euro. A Napoli lo stesso stipendio equivale a quasi il doppio della soglia di povertà locale, fissata a 713 euro.

Il punto di partenza per il sostegno sono gli 11.082 posti, che tra scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado il Mef ha autorizzato per la copertura a tempo indeterminato nel contingente complessivo di immissioni in ruolo per il 2025/27, pari a 46.642. Degli 11mila, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, a fine agosto 7.502 sono stati coperti con personale di ruolo, attingendo ai diversi canali previsti (graduatorie ad esaurimento, di merito, provinciali e minicall).