Duemila Ata (personale non docente) in meno rispetto all’anno scorso, ventiduemila supplenti, ovvero il sessanta per cento dei posti vacanti assegnati con contratti a tempo determinato, con il rischio che all’inizio dell’anno scolastico qualche scuola non riesca ad aprire i cancelli.
Sono i numeri che riguardano il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), ovvero i collaboratori scolastici e tutti coloro (non docenti) che fanno funzionare un istituto: impiegati, direttori, addetti ai laboratori. Una fotografia che di anno in anno peggiora senza che i Governi decidano di intervenire in maniera decisiva. Il profilo coinvolto nella riduzione è soprattutto quello dei collaboratori scolastici negli istituti di secondo grado: si passa dai 131.143 posti del 2025/26 ai 128.969 posti del 2026/27, con una diminuzione di 2.174 unità, in applicazione dei tagli previsti dalla Legge di Bilancio. Critica anche la situazione che riguarda il profilo dei Dsga (oggi denominato “Funzionari ad elevate qualificazioni”): in alcune regioni non si farà neanche un’assunzione in ruolo. La Lombardia, che ha 227 posti liberi, non farà nessuna nomina. Secondo il sindacato scuola Anief seicento direzioni amministrative saranno date in reggenza nonostante la necessità di chiudere la rendicontazione del Pnrr.








