Conclusa la fase della mobilità, in attesa dei circa 28 mila pensionamenti dei docenti, si ripresenta il consueto scenario di cattedre vacanti con ben 47.019 posti residui, ben il 58,6% concentrati nelle regioni settentrionali. Stiamo parlando di 27.544 cattedre di diritto pronte per le immissioni in ruolo, ma prive di titolare. La geografia di questo vuoto d'organico è delineata da numeri chiari: la Lombardia registra 12.104 posti scoperti, il Veneto 5.130, il Piemonte 4.423, l'Emilia Romagna 3.390, la Liguria 1.383 e il Friuli 1.114.
Il dettaglio per ordine di scuola certifica che la scuola primaria ha 12.865 posti vuoti e che il 68,4% di tutto il fabbisogno nazionale di questo grado, ben 6.902 posti riguardano esclusivamente il sostegno.
Seguono a ruota le scuole superiori con 8.897 posti, la secondaria di primo grado con 4.233 e l'infanzia con 1.549. Il dettaglio nazionale per ordine di scuola è chiaro, mancano 4.240 posti per l'infanzia, 18.799 per la primaria, 7.765 per la secondaria di primo grado e 16.215 per il secondo grado. Queste cifre, pur significative per calcolare le imminenti immissioni in ruolo, rappresentano la superficie del problema e indicano solo l'organico di diritto, cioè le cattedre senza titolari, che verrà in parte utilizzato per le immissioni in ruolo. Gli Uffici scolastici territoriali si trovano ora a dover gestire una macchina molto complessa.







