La continuità didattica-educativa per gli alunni con disabilità in Italia resta una chimera. La situazione peggiora inesorabilmente in particolare per il sostegno scolastico. Negli ultimi dieci anni il numero dei posti di sostegno precari sono aumentati addirittura del 276%, quasi quadruplicando. Insegnanti con contratto a tempo determinato e spesso senza neanche una specializzazione sul sostegno sono passati da 33.371 nell’anno scolastico 2015-2016 a quota 125.462 nel 2024-2025. Un trend negativo che non si arresta, anzi. Il numero totale dei docenti sul sostegno precari è aumentato di oltre 92mila, con un incremento di circa 10mila insegnanti precari ogni anno. A renderlo noto è un’analisi di Tuttoscuola che riprende i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Se dieci anni fa il numero di posti precari rappresentava circa il 25% del totale di quelli attivati sul sostegno nelle scuole statali, l’anno scorso la cifra ha superato la metà con fortissime ricadute in primis sulla qualità della didattica e del diritto allo studio per gli studenti con disabilità motoria, sensoriale, intellettiva, cognitiva.

Secondo il report “il paradosso è che queste cattedre non hanno nulla di occasionale, dato che esistono ogni anno, aumentano costantemente e sono indispensabili per garantire (parzialmente, ndr) il diritto allo studio degli alunni con disabilità”. Nonostante queste evidenze, peraltro note e denunciate da associazioni ed esperti in materia, continuano a essere classificate come “in deroga”, creando sempre più nuovo precariato e praticamente rendendo quasi impossibile la stabilizzazione completa dell’intero personale docente coinvolto. I posti di sostegno “in deroga” sono quelle cattedre che vengono autorizzate dal ministero, annualmente, per rispondere ai bisogni degli studenti con fragilità ma che, secondo le norme in vigore, si perpetua a considerarle temporanee, senza essere definitivamente trasformate in posti stabili. Tuttoscuola riporta che su circa 350mila alunni con disabilità che frequentano le scuole statali, almeno 125mila hanno dovuto cambiare il proprio insegnante sul sostegno rispetto all’anno precedente, nonostante i circa 46mila supplenti confermati su richiesta delle famiglie, possibilità stabilita dal ministro Giuseppe Valditara, ma osteggiata dai sindacati e dal Consiglio superiore della pubblica istruzione.