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Ultimo aggiornamento: 8:04

Nemmeno il Governo Meloni ce l’ha fatta: i docenti precari sul sostegno continuano ad aumentare. La linea del grafico sui supplenti individuati per i ragazzi disabili di ogni ordine e grado è sempre più in salita: quest’anno – secondo i dati forniti negli ultimi giorni dal ministero dell’Istruzione e del Merito – sono 121.026. Circa 18mila in più rispetto allo scorso anno. Una vera e propria emorragia che deve fare i conti con il fatto che i posti di sostegno (in generale, stabili e “in deroga” ovvero precari) in vent’anni sono aumentati a dismisura: da 94.430 nel 2011/12 a 234.460 nel 2023/24.

Le regioni con più insegnanti precari sono la Lombardia (14.435) il Lazio (13.266), la Campania (12.395) e la Sicilia (12.252). Tolte Basilicata e Molise che hanno numeri a tre cifre viste le dimensioni, le regioni che ricorrono meno ai supplenti sono l’Umbria (3.035) e la Calabria (3.636). Numeri che celano una realtà che mette in luce il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile: “La precarietà ha assunto dimensioni inaccettabili sul sostegno. Migliaia di alunni si ritrovano a inizio anno con un insegnante diverso da quello precedente, con conseguenze negative sulla continuità didattica e sulla qualità dell’inclusione”. A dire il vero, il ministro Valditara, con una norma – messa in discussione dal sindacato – ha permesso alle famiglie di confermare il docente dell’anno precedente: possibilità che è stata adoperata da 44.926 docenti su 121.026 supplenti complessivi.