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Ultimo aggiornamento: 15:08
La metà degli insegnanti di sostegno precari quest’anno tornerà in classe con lo stesso alunno, perché l’hanno voluto le famiglie dei disabili. Se non fossimo dotati di intelligenza, questa notizia data ieri al meeting di Comunione e Liberazione dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara potrebbe apparire una buona novità: per l’occupazione visto che tanti supplenti non staranno in ansia in attesa di un posto di lavoro; per i genitori che avranno la certezza di avere ancora lo stesso docente; per la scuola che non dovrà partire senza queste figure preziose. Evviva, allora!
Tuttavia, basta un briciolo di lungimiranza per comprendere la delicatezza e il rischio di questa operazione che sdogana la “scuola supermercato”.
Il Decreto, fortemente voluto dal ministro e sostenuto dalle associazioni delle famiglie dei disabili, prevede che i genitori possano richiedere al dirigente scolastico di mantenere il maestro o il professore dell’anno precedente “laddove – ha detto Valditara ieri – si fosse instaurato un buon rapporto educativo e umano”. Una regola che vale sia per i docenti in possesso del titolo di specializzazione sia per quelli che ne sono privi. E qui sta il guaio.











