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30 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:13

Il virus della “supplentite” non è stato debellato nemmeno quest’anno. A pochi giorni dall’inizio della scuola, nonostante gli sforzi del ministero dell’Istruzione e del Merito nell’annunciare una fumata bianca dal camino di viale Trastevere, si dovrà ricorrere di nuovo ai precari alla primaria e sul sostegno, soprattutto al Nord. Una soluzione che non garantisce, ad oggi, la certezza che alla prima campanella vi siano tutti i docenti in classe. Le organizzazioni sindacali in maniera compatta sono chiare: “Non si riuscirà a coprire l’intero contingente di 48mila nomine assegnato dal ministero dell’Economia e delle Finanze per posti comune e di sostegno”.

Marcello Pacifico, presidente dell’Anief parla di “flop assunzioni”. Il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, sottolinea che “il sistema di reclutamento continua a generare precariato” e la numero uno della Flc Cgil, Gianna Fracassi, chiede “un confronto politico urgente”. La questione è semplice: il contingente autorizzato per le immissioni in ruolo è inferiore ai posti vacanti. Perché? Le associazioni di difesa dei lavoratori ci spiegano che per alcune classi di concorso le graduatorie sono incapienti per un numero insufficiente di candidati: al Settentrione gli specializzati sul sostegno alle “elementari” che hanno partecipato ai concorsi sono meno dei posti banditi. Una carenza che Valditara vuol rimediare con i Tfa Indire.