A una manciata di giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, inizia ad accendersi il faro sulla cosiddetta «supplentite». Che nonostante, addirittura, le nove procedure assunzionali (tra concorsi, “sanatorie”, assunzioni di idonei, e così via) previste dall’attuale normativa è, anche quest’anno lungi dall’essere definitivamente sconfitta.

Il balletto di cifre tra sindacati e ministero

Per rendersene conto basta vedere il battibecco di cifre andato in scena questi giorni tra sindacati, che lanciano (lo fanno ogni anno) l’allarme per le oltre 200/230mila supplenze tra docenti e personale tecnico-amministrativo, e il ministero dell’Istruzione e del Merito, che puntualmente dimezza queste cifre, in attesa di dati reali che arriveranno non prima dell’autunno, con le classi e le lezioni avviate.

Sistema di reclutamento ormai da rivedere

Va detto con chiarezza che la «supplentite» è un male storico della scuola italiana. Ma come sanno bene famiglie e studenti pesa molto, in primis sugli apprendimenti. Molti ragazzi, in alcuni casi, vedono arrivare l’insegnante stabile anche a dicembre (il valzer di cattedre a ogni inizio anno andrebbe davvero affrontato in modo serio, sostengono ormai tutti gli esperti e gli utenti del servizio).