Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 8:04

La scuola italiana non è ancora inclusiva. Ad un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico oltre la metà degli studenti vive in condizioni di fragilità, senza un’idonea assistenza prevista dal Piano Educativo Individualizzato (PEI). Continuano a non venire garantiti per tutti gli aventi diritto gli insegnanti specializzati sul sostegno, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, gli operatori all’igiene personale e gli educatori e i docenti necessari per l’istruzione domiciliare nei casi più gravi. Professionisti diversi e fondamentali per il diritto allo studio degli alunni con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive, cognitive, comportamentali. Figure necessarie per facilitare la loro comprensione, l’interazione con la classe, l’apprendimento e l’istruzione.

Nonostante da quest’anno ci sia la possibilità – introdotta per decreto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – di confermare gli insegnanti di sostegno su richiesta delle famiglie, ilfattoquotidiano.it ha verificato che permangono tuttora criticità nelle assegnazioni. La novità era stata salutata con reazioni abbastanza favorevoli da parte delle principali associazioni nazionali ma resta un tema divisivo tra gli esperti in materia. “Si sta riscontrando nei fatti la propaganda del ministro Valditara che magnifica un decreto grazie al quale, e i numeri sono indicati da lui, solo il 40% di docenti di sostegno sono stati confermati, con un ‘patto con le famiglie’ (afferma il ministro), con un baratto a perdere dico io, visto che di questa percentuale la stragrande maggioranza, non solo non avrebbe i titoli, ma nemmeno la preparazione adeguata” denuncia Fortunato Nicoletti, vicepresidente di Nessuno È Escluso. Anche Nicoletti ha visto arrivare dopo un mese dall’inizio delle lezioni l’insegnante di sostegno per la figlia Roberta, che ha 9 anni, frequenta la quarta elementare e ha una disabilità grave e una patologia rarissima.