Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:58
Circa sessantamila assistenti all’autonomia e alla comunicazione guardano con attenzione ai lavori del Parlamento sperando nella propria stabilizzazione professionale. Il cantiere infatti è ancora aperto, ma in Senato è alle battute finali un Disegno di Legge per trasformare il ruolo del cosiddetto assistente alla persona in una figura di professionista socio-educativo consentendo a Regioni e Comuni di assumere questo personale con contratto a tempo indeterminato attraverso concorso pubblico per titoli ed esami.
Ad oggi, infatti, gli insegnanti di sostegno che hanno una funzione didattica per il disabile e l’intera classe sono stipendiati dallo Stato. Accanto a loro ci sono i cosiddetti assistenti all’autonomia e alla comunicazione (Asacom), che sono essenziali per l’aiuto al ragazzo nelle azioni quotidiane in classe e sono a carico degli enti locali, ma vengono assunti gestiti da cooperative alle quali i comuni hanno appaltato il servizio con delle gare o per affidamento diretto quando è consentito.
Una situazione, quest’ultima, che ha reso ancor più precari questi lavoratori che guadagnano circa mille euro per trenta ore la settimana. Il Ddl 1141 ha proprio il compito di definire il profilo lavorativo di queste 68mila persone, affinché venga riconosciuta la loro professionalità e ad essa corrisponda un inquadramento giuslavoristico adeguato così da garantire agli studenti con disabilità un servizio continuativo e di qualità elevata.






