BELLUNO - La grande sete non si arresta. Se è vero che una rondine non fa primavera, è altrettanto vero, quasi scontato, che i temporali dei giorni scorsi non sono sufficienti a placare la siccità. Anzi, i nubifragi provocano più danni che altro e non ricaricano le sorgenti. Anche perché i dati parlano chiaro: a luglio sul Veneto sono caduti circa 85 millimetri di pioggia; la media del periodo 1991-2020 è di 93 millimetri (-9%). E se si allarga lo sguardo al periodo che va da ottobre a luglio, il deficit pluviometrico è addirittura del 24%: mancano all'appello oltre 200 millimetri d'acqua. Non sono pochi.
Lo sanno bene i fiumi e i torrenti bellunesi, che si presentano assetati: lingue blu sempre più sottili scorrono in mezzo a sassi asciutti. I dati Arpav dicono che a livello di bacino idrografico, rispetto alla media 1991-2020, sono state riscontrate condizioni di grave deficit pluviometrico sul Piave, -32% da ottobre a oggi (dal 1991 sono stati registrati apporti inferiori solo nel 1995/1996).
È proprio il fiume sacro alla Patria il più assetato di tutti, perché si porta sulle spalle anche la sete dei suoi affluenti, che non se la passano benissimo. Praticamente è dimezzato. «Nel mese di luglio sulle sezioni montane del Piave a regime naturale si osservano deflussi poco variabili, con valori a fine mese mediamente inferiori del -30\40% rispetto alle portate di fine giugno. I dati strumentali delle stazioni idrometriche mostrano una portata media del mese di luglio al minimo storico sul Piave a Ponte della Lasta» spiegano i tecnici Arpav nel rapporto sulla risorsa idrica aggiornato a inizio agosto. «Rispetto alla media storica mensile, i deflussi sono inferiori del 49% sul Piave a Ponte della Lasta, del 48% sul Padola a Santo Stefano, del 41% sul Boite a Cancia e del 27% sul Boite a Podestagno, del 43% sul Fiorentina a Sottorovei e del 34% sul Cordevole a Saviner». Per capire l'effetto dell'estate torrida sui fiumi, basta buttare un occhio di confronto. Il Piave a Ponte della Lasta (in Comelico) scorreva a 18,38 metri cubi al secondo a inizio giugno: vale a dire 18.380 litri d'acqua al secondo, mentre un mese dopo, a inizio luglio, arrivava a 5,12 metri cubi al secondo (ovvero 5mila litri); e nei giorni scorsi arrivava a poco più di 7 metri cubi al secondo, rinforzato da piogge e temporali in quota.
















